Mario Bernasconi nacque a Pazzallo il 13 febbraio 1899 nella piccola casa in faccia al Museo. Si formò a Lugano alla scuola di Luigi Vassalli e poi da Giuseppe Foglia. Imparò a lavorare il marmo ed usare la creta. Disegnò bassorilievi, studiò il corpo umano e fu più che mai convinto che quella era la sua strada. A ventidue anni ottenne la prima borsa di studio Federale che gli venne rinnovata per tre anni consecutivi;

 

1921
Maschera della scema

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1922
Ritratti di Enea ed Eva

 

per ingrandire foto Enea

per ingrandire foto Eva

1923
Busto della giovane madre

1926

Matteotti morente

Il 13 Giugno, 1926 a New York sul quotidiano dei lavoratori italiani d'America, il Nuovo Mondo, appare in grande nel centro della prima pagina

la riproduzione  della scultura "Il Martire"  di Mario Bernasconi. Si trattava di Giacomo Matteotti , del quale a New York in quel giorno si

commemorava il secondo anno della tragica morte.

Usci pure in prima pagina della Libera Stampa di Lugano, 10 Giugno 1926, un articolo di Angelo Tonello con l'opera di Mario Bernasconi,

dal titolo "Matteotti morente". 

 

ueste opere con altre furono create a Pazzallo durante i primi anni e sono forse le sue migliori opere. A quanto pare Mario le creò in una cantina o umida stalla, che doveva essere nella casa che ora è Museo. Lotte, sofferenze, a volte anche la fame, videro nascere queste opere, ma con esse molti sogni e speranze per l'avvenire. Queste opere videro e subirono tanti traslochi e viaggi nella Svizzera ed all'estero. Mario fece viaggi di studio dando la preferenza a Siena e Firenze e continuò a formarsi tramite il contatto con artisti ed intellettuali. Lavorò nella Svizzera interna, a Zurigo, Berna, Glarona. Nel 1925 eseguì l'opera "Il curato di campagna". Nel 1927 si aprirono per lui nuovi orizzonti. Il matrimonio con Irma Pannes lo trasferi in Germania. Prima tappa Berlino, poi Breslau, Krefeld, Francoforte, Dusseldorf, Wiesbaden, Freiburg, Darmastadt, e da ultimo Monaco dove ebbe la possibilita di esporre alla "Staatliche Kunstausstellung". Fece un viaggio a Parigi. Lavorò, smise, riprese, distrusse tante opere, ricostruì. Seminò ovunque visse e lasciò lavori nelle migliori famiglie. Espose in molte mostre, parecchi giornali parlarono di lui. Molti critici insigni scrissero sul giovane scultore. Infine ritornò nella sua terra, in quella terra che tanto amava e da cui a malincuore si staccava, terra dove, specialmente per un artista era duro farsi strada ed imporsi. Il Bernasconi fu un artista semplice e sano perchè fu un figlio semplice e sano del Ticino.

La Confederazione acquistò quattro opere:

1925 - Curato di campagna. Fu esposto all'esposizione Nazionale Kunsthaus di Zurigo. La Confederazione lo donò alla città di Lugano. Si trova in bronzo (fusione della parte superiore dell'opera solamente) al Museo di Villa Ciani di Lugano. A Pazzallo si può ammirare l'opera nell'intera figura.

 

 

1942 - Ritratto di Francesco Chiesa. Si trovava alla Cancelleria Federale di Berna ed ora nell' ex Municipio di Castagnola.

 

 

 

1941 - Ritratto di Cornelia. Si trova in bronzo al Museo Villa Ciani di Lugano.

 

1932 - Busto della moglie. Si trova in pietra artificiale al Martin Disteli Museo di Olten. A Pazzallo in gesso patinato .

 

Breve cronistoria del museo all'aperto del giardino Belvedere a Lugano

 Per vedere le opere di Mario Bernasconi  su you tube

 


 

 

Copyright © 1996, Claudia Esposito Bernasconi